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A cosa serve fare Social Media Marketing? - The Bakery - Agenzia di comunicazione

A cosa serve fare Social Media Marketing?

29 settembre 2016
Alain G. Serafini

Ormai i social possono essere equiparati ai mass-media come i canali televisivi o alla stampa periodica la radio e le affissioni, anzi sono sicuro che c’è gente che sta molte più ore su un social che davanti alla TV o con un giornale in mano.

Sono un mass-media a tutti gli effetti e influenzano ormai più della radio o della tv.

Già questo da solo è un buon motivo per investire nei social, e soprattutto su un buon SMM o una struttura organizzata per la creazione di contenuti di qualità e mini-campagne che abbiano una logica.

Altra caratteristica interessante dei social è che gli utenti coinvolti sono disposti a condividere dati e interessi personali.

Normalmente si rifiuterebbero di condividere certe cose con un brand, ma il loro atteggiamento cambia quando si tratta di social, pur sapendo che le loro informazioni potranno essere usate per scopi commerciali o per profilare possibili clienti, si abbandonano al grande fratello che li osserva, mettendo a disposizione del marketing tutti i loro comportamenti i loro interessi e i loro dati personali. Il voler essere protagonisti cosa non fa fare.

Le maggiori piattaforme in Italia come Facebook, YouTube o Instagram hanno bisogno di monetizzare la loro vasta portata di utenti a causa degli enormi costi di gestione.

Solo su Facebook per esempio, vengono postate 360.000.000 di foto al giorno, avete idea di quanto spenda Zuckerberg per la gestione e il backup dati?

E siccome tu partecipi ai social a ufo, da dove credi che vengano i soldi?

Adesso te lo spiego io!

Quando pubblichi un post sei convinto che lo leggano tutti i tuoi amici o fan… vero? Errore!

Ormai ognuno di noi ha centinaia di amici e segue decine di pagine, di conseguenza tecnicamente ognuno di noi dovrebbe avere il tempo di leggere centinaia di post al giorno. In realtà tu dedichi attenzione a poche decine di post, i social lo sanno e fanno una selezione a monte per offrirti solo quelli che, loro hanno deciso tu debba vedere.

Appena pubblichi un post solo una percentuale dei tuoi amici/fan lo vedranno (si parla del 15/20%, se sei profilo e del 3/4% se sei pagina e più fan o amici hai, e più scende questa percentuale).

Perché? Perché i social sono pieni di post inutili, e l’unico modo per fare una selezione  è misurare la qualità di un post prima di proporlo agli utenti, e chi si prende la briga di farlo? Un algoritmo che si chiama EdgeRank, che si basa sulle interazioni avute sul quel post, più interazioni ci sono e più secondo lui il post è interessante, e diciamo che una condivisione vale 3 punti, un commento 2 punti e un like un punto.

Quindi se un contenuto non è veramente interessante non ha speranze, su un social come Facebook vanno avanti post particolarmente interessanti e di qualità oppure post particolarmente stupidi perché molto condivisi.

Ma se lo sponsorizzo? Cambia tutto! In quel caso Facebook ha tutto l’interesse a mostrarlo al pubblico, dal momento che ti sta chiedendo soldi e vuole che tu rimanga contento del servizio, quindi lì cambia tutto.

Pagare per avere visibilità, diventa l’unica alternativa (per le pagine, i profili non possono più sponsorizzare i post). I profili personali, cioè le persone, per avere visibilità dovrebbero sforzarsi di proporre contenuti interessanti.

Quindi a cosa servono i social, se offri un prodotto/servizio?

  • A creare una lead generation
  • A dirottarli verso una landing page
  • A fare promozione
  • A dirottare verso piattaforme di vendita
  • A creare consapevolezza
  • A fare engagement

Se pensi di fare branding usando solo i social butterai i soldi dalla finestra.
Il branding è una cosa, la promozione è un’altra cosa.

I social poi, vanno visti come «uno strumento di comunicazione» e non «lo strumento di comunicazione», Normalmente in un piano di comunicazione tra i vari tasselli che compongono il piano, ci sono anche i social., che sono un pezzo che rientra nella casella on-line marketing.

Tuttavia clienti piccoli, che non hanno un piano di comunicazione elaborato e ampio, possono usare i social per farsi promozione in maniera locale, spendendo poco e selezionando un target preciso.

Adesso parliamo della cosa più importante e anche la più sottovalutata quando si parla di social marketing, il contenuto.

I social media manager adorano ripetere la frase “Content is the king”, perché in effetti come una volta sfogliavi un giornale e c’erano pagine di pubblicità che ti colpivano più di altre, oppure per strada vedevi poster che catturavano la tua attenzione più di quanto non facessero altri, oggi come ieri, il contenuto deve catturare l’attenzione, è un difficile lavoro di visual e copy, quello viene prima di ogni cosa. Prima anche di ogni strategia. La strategia diventa inutile se non deve veicolare un’idea interessante, sensuale o particolarmente creativa.

E quando si dovrebbero pubblicare questi content?

Non esiste un orario universale in cui è meglio pubblicare, ma esiste il miglior orario per quel tipo di contenuto e per quel tipo di target. Se pubblico un determinato post verso un determinato target alle 13.00 e ottengo ottimi risultati, questo non vuol dire che le 13.00 sia un orario buono per tutti, dipende proprio dal target e dal tipo di post. Una casalinga non usa un social allo stesso orario in cui lo usa uno studente, oppure chi lavora in ufficio non ha le stesse abitudini di chi fa il libero professionista.

Ultimo consiglio, attenzione agli esperimenti strani, sento parlare di tecniche e format vincenti, non ci sono ne tecniche e ne format che tengano contro l’EdgeRank, lui è nato proprio per eliminare ogni regola fissa, ogni tecnica e ogni SMM convinto di avere la ricetta vincente. Questo algoritmo è preciso, scrupoloso e non fa valutazioni di tipo emozionale e reazionale, ma solo di tipo logico razionale,  quindi un solo like potrebbe cambiare tutto, un like o una condivisione faranno credere all’EdgeRank che quel post è più o meno interessante di altri, e nella news feed  di Facebook quel post verrà visualizzato da più o meno persone, più punteggio ha più verrà mostrato ai tuoi fan.  Non solo, tieni conto che l’EdgeRank viene riprogrammato (ritoccato) ogni giorno.

Fate questo esperimento, due post identici, stesso orario, stesso target, partiti dalla stessa pagina, fatelo, daranno risultati diversi. Proprio perché basta un like solo ad innescare un punteggio di valutazione diverso su quel post, lì cambia tutto nel giro di poche ore, e i due post non avranno mai stesso risultato pur essendo identici. Uno dei due avrà semplicemente più fortuna dell’altro e basta. Non ci sono tecniche, i social sono imprevedibili.

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Alain G. Serafini
(CEO The Bakery)

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1 Comment. Leave new

Bravo Alain condivido tutto in pieno…una buona guida per quattro imprenditori che pensano che su Facebook basta postare una foto ogni 15 gg.

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