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Le 10 regole d’oro della Comunicazione - The Bakery - Agenzia di comunicazione

Le 10 regole d’oro della Comunicazione

9 maggio 2016
Alain G. Serafini

Nel 2017 hai intenzione di fare comunicazione allo stesso modo e con le stesse strategie che hai utilizzato nel 2016?
Bene! Allora sappi che statisticamente farai un bel passo indietro rispetto agli altri. Infatti, almeno tre aziende su dieci quest’anno adotteranno strategie nuove e incrementeranno il budget di comunicazione, e tu nella classifica del tuo settore, farai più o meno tre passi indietro rispetto agli altri.

Dopo più di trenta anni di esperienza nel settore della comunicazione posso provare a sintetizzare in 10 regole il corretto svolgimento di tutte le operazioni analitiche e strategiche per un’azienda, certo non pretendo siano le 10 migliori regole del mondo, ma se si vuole fare awareness, credo che si possano definire utili e vincenti .

  1. Fai una analisi obiettiva e crudele della notorietà del tuo marchio e/o prodotto rispetto alla concorrenza e/o al settore che ti compete. Fai lo stesso per i tuoi concorrenti, concentrati soprattutto su chi è leader del settore. Fai una classifica di aziende in base alla notorietà posizionando la tua tra queste facendo attenzione a non essere troppo buono con la tua di azienda: se merita un posto in fondo alla classifica allora mettila lì. E mi raccomando, la classifica è per notorietà e dunque non va formulata in base al fatturato o alla qualità del prodotto o peggio al prezzo. Se è necessario fai dei test tra la gente comune o gli addetti di settore (fornitori, clienti, consumatori, etc.). Una buona strada è analizzare i tuoi concorrenti sul web, lì otterrai l’immagine percepita visto che è di quella che dobbiamo preoccuparci adesso, o no? Non farla da solo, meglio farsi aiutare, da solo rischi di essere di parte.
    Scoprirai che la tua azienda non è come tu volevi che fosse, ma è come il consumatore la vede dal di fuori.  Ma non ti preoccupare, il 90% degli imprenditori fa questa scoperta.
  2. Adesso che hai una classifica reale, e non la tua classifica, puoi programmare le tue attività di comunicazione mirate alla scalata della classifica della notorietà. Se siete al quinto posto, mira almeno al terzo. Un prodotto, oggi, nell’era moderna, non risale la china soltanto grazie al prezzo o alla qualità, ma un ruolo fondamentale è ricoperto da una comunicazione integrata ed efficace.
    Non puoi vendere un prodotto anche se di qualità eccellente senza la comunicazione, è più facile  vendere un prodotto di qualità mediocre grazie alla comunicazione!
    In alternativa, se hai un prodotto di eccellente qualità, e hai anche un grosso budget da investire in comunicazione, allora non perdere tempo a leggere queste regole, chiamami e fissiamo un appuntamento! Diamine, sei il cliente che ho sempre sognato!
  3. Compila un piano Marketing, o almeno fai uno sforzo e e prova a rispondere a due semplici domande: dove siamo? Dove vorremmo arrivare?
    Rendi pubblico questo documento, non è la Stele di Rosetta, è solo la volontà dell’azienda, e tutti devono conoscere gli obbiettivi aziendali, dal manager al facchino. Fa che nella tua azienda tutti si sentano importanti e essenziale per la crescita, vedrai che lavoreranno con tutt’altra motivazione. E… se hanno qualcosa da dire, ascoltali, è li che la comunicazione ha inizio.
  4. Fissati gli obbiettivi, stabilisci un termine per l’operazione di Branding che stai per intraprendere (ad esempio: entro gennaio 2017 l’azienda dovrà passare dal 7° al 4° posto della famosa classifica di notorietà di cui sopra). Adesso nomina nella tua azienda un Project Manager, lui seguirà i lavori passo passo, mentre tu dovrai solo supervisionare, lascia che sia questa figura a gestire scadenze, priorità, preventivi ed il rapporto con una eventuale agenzia di comunicazione. Se rimani fuori da tutto questo potrai essere molto più lucido e obiettivo quando dovrai valutare una strategia o una bozza creativa.
  5. Analizza il tuo fatturato, e metti nel bilancio in corso la voce Branding.  Ti consiglio di non metterla tra le spese straordinarie ma nei costi di esercizio specifici. Non si tratta di una spesa imprevista, deve far parte di quei costi, senza i quali non si può produrre. La comunicazione non è una spesa eventuale, ma un costo di esercizio specifico.
  6. Come si stabilisce un budget? Semplice anche se bisogna essere un tantino audaci.
    Una percentuale dell’utile andrebbe reinvestita in comunicazione e andrebbe stabilita insieme al consulente dell’agenzia di comunicazione che sicuramente saprà consigliarti.
    Non hai utile? E che aspetti allora ad investire in comunicazione, la morte definitiva della tua azienda? Le aziende spesso investono in Comunicazione proprio quando sono in serie difficoltà.
    Il 1° assioma della comunicazione di Paul Watzlawick dice che “È impossibile non comunicare“. Tienilo ben presente. Poche migliaia di euro non spese in comunicazione, possono portare a un decremento di fatturato anche decine di volte superiore a quelle poche migliaia di euro scioccamente risparmiate

  7. Cerca una struttura creativa: la creatività è alla base della comunicazione. Saper mettere insieme parole e immagini è semplice, la difficoltà sta nel farlo in maniera efficace. Non sottovalutare le potenzialità di un gruppo creativo al primo appuntamento, dai almeno due possibilità. Ti ricordo che Walt Disney fu licenziato ad uno dei suoi primi impieghi perché fu giudicato poco creativo, quindi…
  8. Trovata l’agenzia più idonea alle tue esigenze, compila insieme a loro un brief, facendo in modo che sia quanto più chiaro e completo possibile. Non fare il creativo, limitati alla compilazione di questo prezioso documento. Lascia che siano loro a fare la parte creativa. Durante gli incontri con l’agenzia non mettere paletti o vincoli, non imporre idee creative tue, lascia che presentino le loro idee liberamente. Il tuo compito sarà controllare che non si esca dai binari del piano marketing.
  9. Compila una carta di identità del tuo prodotto, osservandone sia il lato tecnico sia i pregi e i difetti che lo caratterizzano. In questo modo l’agenzia saprà di che prodotto si tratta, chi lo acquista e perché lo fa, chi sono i competitor, quali sono i prezzi dela concorrenza, etc etc. Questa scheda potrebbe rivelarsi utile non solo all’agenzia, ma anche per il lavoro interno alla tua azienda. Solitamente tale scheda viene elaborata dai direttori dei diversi settori interni all’azienda stessa (commerciale, produzione, marketing etc.).
  10. Non valutare le proposte da solo, ma non coinvolgere nemmeno tutta l’azienda. Alla presentazione delle idee creative è assolutamente controproducente che ci sia il solo padre padrone dell’azienda. Ma non è produttivo nemmeno essere in tanti. Ho fatto riunioni con Papà, mamma, figli e direttori vari e ognuno voleva dire la sua, un gioco al massacro, che non finisce mai.
    Per una riunione efficace e costruttiva, bastano due o tre persone che conoscono bene il prodotto e il brief compilato in precedenza.

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Tags: marketing,

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